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Tavola rotonda: introduzione
 
 
di Pietro Bondanini  

Da una tavola rotonda interreligiosa ho tratto la conferma su ciò che è stata sempre una mia convinzione: la religione non è l’oppio dei popoli. La religione deve essere inserita nella costituzione di tutti gli Stati – Nazione.

Se siete invitati ad assistere ad una tavola rotonda cui partecipano un Rabbino, un Prete ed un Dottore in filosofia islamica, precipitatevi ma non pensate di assistere né all’inizio di una nuova diaspora, né a rivendicazioni sul primato del Papa, né a pretese di radicamenti arabi sulla filosofia occidentale.

Un giorno nel mese di maggio 2003, fui invitato a questa tavola rotonda; vi partecipai e ne uscii felice di non vedere realizzato quanto immaginavo.

Schematicamente rappresento il contenuto degli interventi che riporto secondo quanto ricordo dopo due mesi di letture e di riflessioni in materia che ho utilizzato per far maturare nella mia mente gli aspetti fondamentali della questione religiosa, in vista dei temi trattati in questo sito.

Aprì la discussione il Prete con una breve presentazione nella quale avvertì che il tema della tavola rotonda era quello della pacifica convivenza dei fedeli delle tre religioni che, a suo parere, si realizza attraverso la condivisione di tutto ciò che vi è in comune senza che alcuno rivendichi il primato della propria fede su quella dell’altro. Inoltre, il Prete ricordò le radici comuni delle tre religioni che trovano la propria identità nell’unico Dio di Abramo i cui figli Ismaele nato dall’egiziana Agar, e Isacco nato dalla moglie Sara in tarda età, generarono le stirpi che popolarono rispettivamente la penisola arabica terra sulla quale nacque Maometto e la Palestina dove si stabilì il popolo di Israele al quale apparteneva la stirpe di David, quella che dette origine a Gesù.

 

20 novembre 2003

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