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L'uomo e il pollo
Si attribuisce a Platone l' affermazione
che l'uomo è l'unico animale ad essere bipede
e implume insieme!!
Diogene di Sinope - famoso per aver
detto ad Alessandro di spostarsi perchè la sua
posizione oscurava il sole - cinico qual'era, spennò un
pollo, lo mostrò in pubblico e annunciò: "Ecco
l'uomo di Platone"!
Non c'è che dire, ancora oggi
siamo a chiederci cosa sia l'uomo. Con l'affermare che
l'uomo (*) è un bipede implume si è ottenuta
una prima classificazione di tipo morfologico che, praticamente
si è conclusa con Linneo che
ha posto l'uomo nella famiglia degli ominidi nell'ordine
dei primati.
Ma i caratteri differenziali tra l'uomo
e gli ominidi sono ancora quasi tutti da scoprire e la
scienza sguazza tra una miriade di osservazioni in tutti
i campi dello scibile. Questa attività costituisce
la materia della scienza denominata antropologia o,
meglio, "delle scienze antropologiche" perchè richiedono
il contributo di tutto lo scibile umano e l'apporto di
tutte le tecnologie disponibili per ricercare quell'unico
carattere che lo differenzia in modo incontrovertibile
tra gli ominidi. Quel carattere è come l'araba
fenice: ha mille vite, risorge dalle proprie ceneri, "che ci sia, ognun lo dice, dove sia, nessun lo sa"!
L'araba fenice doveva essere il titolo
di questa sezione; poi ho pensato di non disturbarla
ed ho preferito scegliere "Pecunia e moneta".
Perchè questa scelta? Ancora non so, ma in corso d'opera si potrà sempre cambiare; ma sin d'ora si può intuire che definire la moneta con il suo sinonimo di pecunia potrebbe portare ad un sofisma simile al gallinaceo spennato di Diogene da Sinope.
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(*) Per Nelson Goodman "Egli (l'uomo) non ha (o non è) una realtà univoca di sé, che un giorno o l'altro una Scienza potrà cogliere in modo oggettivo e definitivo. Al contrario, in sede cognitiva l'essere umano può essere considerato - a seconda delle versioni o degli schemi concettuali in base ai quali noi lo consideriamo - di volta in volta un fascio di atomi, un complesso di cellule, un animale bipede implume, un soggetto socialmente costituito, un amico per il quale provo sentimenti di amicizia e molte altre cose ancora. Inoltre lo stesso mio riferirmi all'oggetto uomo ha molteplici modalità: lo posso denotare, lo posso descrivere, lo posso interpretare, lo posso metaforizzare - e posso fare tutto ciò utilizzando vari sistemi o veicoli simbolici (verbali e anche non verbali, come suoni, figure, modelli, ecc.).
Roma, 28 dicembre 2003
Revisione del 25 aprile 2004
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