Come tutte le cose che riguardano gli esseri viventi, l'istinto a costituirsi in associazione è causato dal bisogno. Gli animali, come i lupi, per necessità di sopravvivenza, hanno la sola alternativa di seguire il più forte del branco.
Anche gli uomini, ma solo quando i mezzi vitali di sostentamento
scarseggiano, sentono la necessità di imbrancarsi.
Basti pensare alla popolazione civile di una città che
soggiace all'incubo dei bombardamenti aerei e si capisce bene
cosa vuol dire solidarizzare ovvero unire le proprie capacità per
raccogliere tutto ciò che serve per mantenersi in vita
suddividendo equamente ciò che si raccoglie secondo
il bisogno di ciascuno.
In questi casi il senso morale accetta l'atto di razzia, il
furto e quant'altro occorre per salvaguardare l'incolumità del
gruppo, mentre condanna le azioni contro il gruppo di appartenenza
ivi comprese quelle dei propri componenti, quando tradiscono!
Quando, invece, i mezzi non scarseggiano e si trovano
a disposizione, ovviamente, non come l'aria che respiriamo: le
cose cambiano.
Il capo branco non serve più ed il discorso si fa molto
complicato perchè tanto più aumenta la possibilità del
soddisfacimento dei bisogni, tanto più, nei rapporti interpersonali
viene meno lo spirito di solidarietà per sostituirsi a
quello di ottenere ciò che serve con lo scambio e non
attraverso un'equa distribuzione.
Dalla costrizione di dover passare d'ora in ora ad occuparsi della sopravvivenza, si passa a scegliere attività più gradevoli che vanno dal godere del proprio artefatto, alla creazione artistica, alla contemplazione e all'ozio.
La libertà si articola tra queste scelte e il loro insieme determina il progetto individuale di vita.
La libertà si articola tra queste scelte e il loro insieme determina il progetto individuale di vita. Da qui nascono le associazioni ed in queste l'uomo trascorre il proprio tempo ad esercitare la propria libertà di scelta non più nel rapporto tra amore e dono, ma tra politica e scambio. Il tempo dell'uomo assume quindi un duplice aspetto:
- tempo da dedicare al procacciamento del necessario all'esecuzione
del progetto:dovere;
- tempo libero per esercitare attivamente o passivamente ciò che
procura benessere: piacere.
La libertà ed i vincoli a questa che l'uomo impone, si misura tra questi due tempi tra i quali
non esiste un confine definito. Peraltro, tra questi due tempi
esiste un contrasto drammatico vissuto dall'umanità sin
dalla sua origine.
Se l'ontologia rappresenta ciò che è lo
sviluppo spontaneo della natura, la deontologia è ciò che
l'uomo deve fare per asservirla a suo vantaggio. Il
paradosso è che la natura, di cui l'uomo fa parte, costringe
l'uomo ad asservirsene, da una parte, ma è l'uomo ad essere
libero di asservirsene o meno. Quindi è l'uomo il re nella
natura e nessun altro ha questo potere.
Se c'è qualche critica a quanto vado dicendo, questa
non può che scaturire da un pensiero che nasce al di fuori
della Bibbia.
Infatti Dio creò l'uomo e lo lasciò libero. Come
detto nella striscia introduttiva al capitolo, Adamo ed Eva generarono
Caino e Abele; l'uno lavoratore del suolo, l'altro pastore di
greggi. Caino uccise Abele.
Quale il movente? Segue il testo della Bibbia dal Cap.
4.3 (ricavato da LiberLiber)
3Dopo un certo tempo, Caino offrì frutti
del suolo in sacrificio al Signore; 4anche Abele offrì primogeniti
del suo gregge e il loro grasso.
Il Signore gradì Abele e la sua offerta, 5ma non gradì Caino
e la sua offerta. Caino ne fu molto irritato e il suo volto era abbattuto.
6Il Signore disse allora a Caino: "Perché sei irritato
e perché è abbattuto il tuo volto?
7Se agisci bene, non dovrai forse tenerlo alto? Ma se non agisci
bene, il peccato è accovacciato alla tua porta; verso di te è il
suo istinto, ma tu dòminalo".
8Caino disse al fratello Abele: "Andiamo in campagna!".
Mentre erano in campagna, Caino alzò la mano contro il
fratello Abele e lo uccise.
9Allora il Signore disse a Caino:
"Dov'è Abele, tuo fratello?".
Egli rispose:
"Non lo so. Sono forse il guardiano di mio fratello?".
10Riprese:
"Che hai fatto? La voce del sangue di tuo fratello grida a me dal suolo! 11Ora
sii maledetto lungi da quel suolo che per opera della tua mano ha bevuto il sangue
di tuo fratello. 12Quando lavorerai il suolo, esso non ti darà più i
suoi prodotti: ramingo e fuggiasco sarai sulla terra".
13Disse Caino al Signore:
"Troppo grande è la mia colpa per ottenere perdono? 14Ecco,
tu mi scacci oggi da questo suolo e io mi dovrò nascondere lontano da
te; io sarò ramingo e fuggiasco sulla terra e chiunque mi incontrerà mi
potrà uccidere".
15Ma il Signore gli disse:
"Però chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette
volte!".
Il Signore impose a Caino un segno, perché non lo colpisse chiunque
l'avesse incontrato.
16Caino si allontanò dal Signore e abitò nel
paese di Nod, ad oriente di Eden.
17Ora Caino si unì alla moglie che
concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore
di una città, che chiamò Enoch, dal nome
del figlio.
18A Enoch nacque
Irad; Irad generò Mecuiaèl
e Mecuiaèl generò Metusaèl
e Metusaèl generò Lamech.
19Lamech si prese
due mogli: una chiamata Ada
e l'altra chiamata Zilla.
20Ada partorì Iabal:
egli fu il padre di quanti abitano
sotto le tende presso il bestiame.
21Il fratello di questi
si chiamava Iubal: egli fu il
padre di tutti i suonatori di
cetra e di flauto.
22Zilla a sua volta
partorì Tubalkàin,
il fabbro, padre di quanti lavorano
il rame e il ferro. La sorella
di Tubalkàin fu Naama.
Rileggendo questo testo mi pongo due domande:
- Perchè il Signore non gradì l'offerta di Caino?
- Perchè Caino uccise suo fratello?
Vorrei tentare di dare una risposta assai condivisibile e che
per ragionevolezza potrebbe formare il nucleo per una ricerca
più mirata sull'origine dell'umanità.
Se un tempo, l'uomo ha vissuto, come credevano i greci, un'età dell'oro
o nel paradiso terrestre, come credevano e credono tuttora gli
ebrei e noi cristiani, evidentemente l'uomo trovava sul posto
tutto ciò che serviva per campare gioiosamente.
Ma questo spazio paradisiaco era limitato, tanto da non essere
sufficiente per produrre spontaneamente quanto serviva per la
prole.
Ecco quindi, colto il frutto dell'albero della sapienza, fu
necessario iniziare le due specifiche fondamentali attività che
sono la principale prerogativa dell'uomo: l'allevamento del bestiame
e la coltivazione del suolo.
Inizialmente le due attività erano complementari, come
lo sono tutt'ora, ma, alla lunga, sullo stesso posto la cosa
non può funzionare. Il Signore, che la sapeva lunga in
materia, dette un forte avviso nel non gradire il dono di Caino.
La questione era tattica e strategica insieme.
Caino sì accese d'ira e fu così che portò Abele
a morire in campagna ove le pecore evidentemente avevano distrutto
la sua coltivazione.
Dio ha gradito il dono di Abele perchè l'uomo doveva
uscire dal paradiso terrestre e popolare il mondo. Abele, peraltro,
fu giustiziato per mano del fratello per avergli procurato un
danno.
Il seguito del racconto biblico, infatti, continua appunto coll'enumerare
le generazioni da Caino sino a giungere ai progenitori di coloro
che abitano sotto le tende (Iabal), che suonano la musica (Iubal)
e di quanti lavorano il rame ed il ferro (Tubalkàin).
Il Destino dell'umanità era già scritto, sin da
allora.
Da questo brano della Bibbia si può capire che Dio ha
un progetto: indica la strada all'uomo e l'uomo agisce per libera
scelta seguendo questo Suo progetto che è inconoscibile
nella sua interezza, perchè fa parte del nostro destino.
Invero mi sembra che possa aprirsi uno spiraglio in questo fitto mistero, partendo proprio dall'episodio della Genesi, cercando di interpretare la funzione di Tubalkàin, lavoratore del rame e del ferro, nella storia dell'umanità. Tubalkàin ha la stessa funzione di Prometeo con la differenza che al primo, Dio donò l'ingegno per forgiare col fuoco e all'altro non fu donato nulla dagli dei perchè rubò il fuoco dalla fucina di Efesto destando le ire di Zeus che lo punì inviandogli Pandora col famoso vaso contenente tutti i mali e le calamità che si sarebbero abattuti su tutta l'umanità. Per quanto serve all'argomento che qui tratto, la differenza non assume particolare significato perchè sia l'uno che l'altro hanno avuto potere sul male: costruttori di armi hanno messo in moto il progresso attraverso il quale i popoli si sono avvicendati in cicli di pace e guerra mettendo a punto tecnologie sempre più sofisticate per entrambi gli usi: bellici e pacifici.
L'errore è sempre alle porte: errare è umano, persistere nell'errore è diabolico!!!
Roma, 5 dicembre 2004
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