ti trovi in:  Home > Cerco un ... > Mostreggiando >
Cubisti a Ferrara
di Andrea Bondanini

A Ferrara dal 3 ottobre 2004 al 9 gennaio 2005 vengono esposti al Palazzo dei Diamanti 59 dipinti cubisti, 3 bronzi, 2 legni, una arenaria dipinta e 15 bozzetti teatrali

Per i più giovani precisiamo che qui i cubisti sono i pittori del cubismo, e non i ballerini sui cubi delle discoteche, come lo segnala ora fin il Dizionario Battaglia della lingua italiana nel suo supplemento.

Click to enlarge

A Ferrara dal 3 ottobre 2004 al 9 gennaio 2005 vengono esposti al Palazzo dei Diamanti 59 dipinti cubisti, 3 bronzi, 2 legni, una arenaria dipinta e 15 bozzetti teatrali che vanno dal 1908 ai primi degli anni venti.

E' una mostra bellissima per la qualità delle opere, molte delle quali ricordate, quasi al loro apparire, nei testi della storia artistica. Ed è altresì importantissima per afferrare il farsi della storia del Cubismo che, assieme al Futurismo e all'Espressionismo, è lo zoccolo sul quale si costruisce l'arte del passato secolo: Metafisica, Surrealismo e i vari e successivi ismi ne sono figli. Movimenti rivali, rivalissimi, nelle parole, ma differenziati più nelle sfumature che nella sostanza.

E' innanzitutto un fatto di nazione, Cubismo Francia, Futurismo Italia, Espressionismo Germania. Cubismo e Futurismo poco differenziati: la proclamata ricerca delle stereometrie nel Cubismo e del movimento nel Futurismo sono differenze più di terzo che di secondo ordine, un pochino più a se è il coloratissimo Espressionismo germanico.

Con questo non è che non ci siano le differenze, l'attribuzione delle opere alle diverse sfere è piuttosto chiara e facile anche senza essere esperti titolati. Click to enlarge
L'importanza della mostra di Ferrara consiste nell'aver saputo isolare il Cubismo, rappresentandolo con relativamente poche opere di altissima qualità. Con ciò non si creda che il Cubismo, come gli altri due sopraccitati movimenti, sia una entità chiusa in se stessa, gli scambi avvengono con tutti i gruppi di artisti interessati alla ricerca pittorica. Nel Futurismo la parte letteraria ha un ruolo eminente, proclami, indirizzi di ricerca sono all'ordine del giorno. Il Cubismo invece nasce dall'operare di Picassoe Braque, che nel loro sodalizio coinvolgono, senza particolari programmi altri pittori quali Gleizes, Derain, Lhote, Marcoussis tanto per citarne alcuni.

Ma Cubisti sono anche Duchamps, i futuristi italianiSoffici e Severini, il solitario Mondrian, il suprematista Malevich, eccetera. La letteratura cubista è scarsa all'origine, il testo più importante è quello famoso di Apollinaire nel 1913, come pure i pochi articoli di Soffici che presenta, con profonda comprensione, il Cubismo nelle riviste fiorentine tra 1911 e 1914.

La qualità della mostra è accompagnata da un catalogo di pari qualità. Le schede delle opere sono precedute da 6 eccellenti saggi, che senza la pretesa di una impossibile completezza, presentano perfettamente il senso del cubismo. Click to enlarge Qui purtroppo ne possiamo solo dare i titoli:

  • Il cubismo: la rivoluzione nell'atelier di Marilyn McCully,
  • Il "papier collé": un music hall visivo di Pepe Karmel,
  • Cubismo e tradizione italiana di Alessandro Del Puppo,
  • Umoristi e cubisti di Michael Raeburn,
  • Helene Kröller-Muller e il cubismo di Piet de Jonge,
  • Il teatro cubista di Erik Näslund.

Inaspettato ovviamente è l'articolo di Michael Raeburn: pochi sanno dei cubisti illustratori di giornali satirici "per fame":si trattava di un ripiego per riuscire a ragrannellare qualche soldo in più vista l'allora scarsa commerciabilità delle loro opere. Come anche pochi sanno del ruolo di Ardengo Soffici non tanto per l'aver presentato in Italia artisti parigini, quanto invece per la sua acuta analisi del cubismo sin nel 1911. Nel visitare la mostra poi si coglie il cubismo anche come un divisionismo dilatato.

Mi spiego: il divisionismo e Seurat insegna, isola i colori puri fondamentali, e accostandoli opportunamente, ricrea l'effetto percepito dall'occhio. I cubisti prendono un colore e lo dilatano in modo da evidenziare la realtà stereometrica. Può essere un colore neutro come spesso in Picasso o Braque, può essere deciso, come quello dei Fauves. Non è giusto opporre Fauves e Cubisti nel rapporto colore e non colore.

Click to enlarge

Nei Fauves la realtà nasce da un solo punto di vista che elabora e seleziona i toni puri dominanti, nei Cubisti i punti di vista si moltiplicano e si sintetizzano in un caleidoscopio dove un tono dominante di colore fagocita gli altri; nel divisionismo si ha una somma di colori che si fondono per darne uno solo, nel cubismo un colore ricopre gli altri. E per chiudere una osservazione pratica: la provenienza delle opere è talmente eterogenea e spesso "privata"per cui è impossibile immaginare di rivederle se non attraverso un lunghissimo itinerario: 37 raccolte in 28 città, dalla Russia all'America.

 

Ravenna 5 ottobre 2004

<<---  Biennale i Venezia
|

Stampa questa pagina Chiudi questa finestra!