Riccardo
ha scritto il 27 Febbraio 2006 alle 15:16
Salve, ho letto con curiosità il testo dell’appello, e NON lo condivido appieno! Provo a “confutarlo” cercando di non commettere scorrettezze.
Ragioni:
Credo che il fondamentalismo ci sia in oriente come in occidente (volutamente minuscoli); il fondamentalismo cristiano è stato crudele in passato come lo è quello islamico al momento attuale: epoche diverse e mezzi di attuazione diversi; caccia alle streghe e fuoco alle case allora, bombe umane e non adesso. e potrei continuare.
La nostra cultura, che è materialista, ha portato alla crisi morale che è crisi di relazione tra noi e la nostra società: è il benessere che porta al timore di se stesso, al timore di essere perso. L’individuo benestante fa del benessere il suo credo, l’individuo non benestante ha fede in un premio.
Taccio sulle radici giudaico-cristiane, implicite nel manifesto, dato che l’Europa ha radici e culture pre-esistenti alla presunta risciacquata giudaico-cristiana. 1) Occidente: Ben venga un’Europa salda nei suoi principi e contrapposta come entità sociale e politica agli USA: essere in disaccordo non implica essere in conflitto; tutta la nostra sapienza ( di origine greca) deriva da processi dialettici e non imposti dal più forte in nome di ideali sfumati. E’ dal confronto che nascono idee per migliorare, dalla voce unica solo ovvietà.
Una civiltà occidentale migliore di cosa ? riaffermare significa affermare nuovamente una cosa su un’altra e manca il termine di paragone anche se credo si intenda la civiltà araba.
2) Europa: Vedi sopra: un’Europa che prescinda, nelle proprie leggi costitutive da principi (giusti e condivisibili ma in altro contesto) di origine fideistica è sicuramente un Europa salda e consapevole dei propri valori. Valori fondati sull’uomo.
3) Sicurezza: Sono pienamante in sintonia, come non condannare il terrorirsmo come barbarie verso l’umanità?
Solo che resterebbe da definire il confine, labile e stiracchiato tra Terrorismo e terrorismo, dove quello con la T maiuscola è la barbarie di cui sopra, quello con la t minuscola è rappresentato da ogni imposizione che noi civili ci impegnamo a (es)portare dove si creda vi sia bisogno, con o senza soldati…
4) Integrazione: Credo che far capire agli immigrati che in Italia (ma altrove è uguale) si debba sottostare alle leggi italiane in fatto di usi, costumi diritti e doveri, sia più auspicabile che condannarli sulla pubblica piazza di portare un velo o pregare di venerdì.
Se ci consideriamo più civili è su questo che dobbiamo insistere: convincere ad un diverso comportamento all’interno di regole diverse ma che contemplino anche il suo diritto ad una fede ( o ad atteggiamenti) non pienamente condivisi: una sorta di libero straniero in libero stato senza ingerenze..
5) Vita: Dare ( e togliere) la vita è una prerogativa del Creatore… non credo che un uomo possa definire o decidere dove inizi o finisca una vita.
6) Sussidarietà: Appunto “tanto stato quanto è necessario”.. quindi c’è molto da lavorare, dato che lo stato pensa di intervenire anche in materie religiose ed etiche.. Davvero la politica come aiuto ai cittadini non come impedimento a qualcuno ed aiuti a qualcun altro…
7) Famiglia: Temo una famiglia normale (padre(M) e madre(F)) come una famiglia non standard: entrambe possono essere portatrici di cattivi valori.
Il problema non è nella famiglia che educa, ma negli altri che giudicano.
8) LIbertà: Se sono libero di pensare, voglio poter pensare anche a cose non ortodosse, a cose non allineate con il pensiero comune dominante o con la religione di maggioranza relativa nel mondo. Voglio poter dire che Gesù non è figlo di Dio e poter discutere con altri che pensano cose opposte; voglio poter dire Gesù è figlio di Dio e non essere addidato come un baciapile vetero cristiano.
Ma se questo no è possibile neanche a casa nostra cosa pensiamo di diffondere?
Ricordare la trave e la pagliuzza nell’occhio….
9) Religione: Stato e Chiesa non possono e non vogliono essere distinti, lo capì per primo Costantino.
Dovremmo capirlo anche noi, una volta per tutte, oppure accettarlo.
10) L’istruzione pubblica va a ramengo in favore di una istruzione privata, più o meno cattolica. Il modello americano vince anche qui.
Una istruzione per tutti deve essere garantita a prescindere da reddito e simpatie politico-religiose
11) Italia: Il conservatorismo-liberale è un ossimoro, e come tale esiste solo nel punto di contatto di questi due termini, come dire liberale quando mi fa comodo e convervatore quando mi fa comodo. Il punto di contatto è l’individuo, ma l’individuo in quanto tale non può decidere per tutti (dittatura), non può soverchiare gli altri (violenza) e neanche subire passivamente le decisioni. Una nazione fatta da individui non è un insieme ma un miscuglio (che altri chiamano anarchia).
Cordiali saluti e scusate la lungaggine
Riccardo del Gratta
PS pubblicate pure la mia mail, se è possibile
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