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Edoardo Salvestrini

 

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C'è chi dubita

C'è chi confonde un appello per ritrovare le radici comuni con un trattato di geopolitica.

Riccardo ripercorre gli undici impegni costituenti l'Appello (sono 10 perchè il primo corona e riassume tutti gli altri) dotandoli di considerazioni più o meno accettabili e di precisazioni a mio parere non necessarie all'ampliamento dell'efficacia del messaggio.

"Siamo impegnati" ripetuto per dieci volte introdotto da "Noi siamo impegnati ..." del preambolo, costituisce un forte richiamo per NOI Occidentali, ed in particolare per NOI Europei, per recuperare i valori costanti ed immutabili che ci hanno uniti nel nostro passato e che traggono origine anche oltre la storia di ogni nostro singolo popolo.

Questo non è fondamentalismo! Perchè fondamentalismo vuol dire imporre i propri principi al prossimo; l'Appello per l'Occidente, invece, è un richiamo a condividere il rispetto di NOI stessi verso noi stessi e gli altri perchè oggi sembriamo tutti un insieme di individui confusi e soverchiati da una marea di ideologie contraddittorie e false.

Riporto di seguito qualche considerazione contenuta tra gli argomenti di Eventi di oggi visti ieri in ordine ad una tavola rotonda svoltasi nel mese di maggio 2004 tra un Rabbino, un Prete, ed un Dottore in filosofia islamica, per rappresentare il fatto che oggi, la finalità più urgente da portare a termine, è che i nostri popoli riescano a realizzarsi in un clima di pacifica convivenza tra loro stessi e con quelli confinanti non coinvolti nell'Appello.

Nel brano che trascrivo desidero dimostrare che la pacifica convivenza non si raggiunge mostrandoci come lo vorrebbe il prossimo, ma come siamo realmente NOI stessi, quali appunto abbiamo sottoscritto l'Appello proposto dall'On. Senatore Marcello Pera: breve, chiaro, efficace e convincente.

Iniziò a parlare il Rabbino.

Dopo aver dato la propria adesione all’impostazione della discussione suggerita dal Prete, il Rabbino tenne a precisare che la pacifica convivenza si raggiunge nel mostrare se stessi come si è, conducendo l’interlocutore a comportarsi allo stesso modo.

All’opposto occorre evitare di rappresentare se stessi come si immagina che l’interlocutore vorrebbe. La gestione del contrasto porterebbe, nel secondo caso, ad equivoci e falsi accordi; nel primo caso, invece, le parti, in leale comunanza d’intenti, potrebbero addivenire ad un accordo per gestire le diversità ritenute altrimenti inconciliabili per una leale convivenza pacifica. Al riguardo ha ricordato che tutte le comunità cittadine nel mondo, dove convivono da secoli le tre religioni, ebrei, cristiani e musulmani vivono in pace tra loro perché tradizionalmente seguono questa regola di vita.

Il Rabbino, poi, ha affrontato il tema dell’”appartenenza”. L’ebreo ha una doppia appartenenza: alla nazione in cui ha la cittadinanza della quale condivide i diritti civili e la lingua, nonché alla Comunità ebraica. Di questo aspetto, mi è parso essenziale il riferimento a due episodi biblici relativi al popolo di Israele in fuga dall’Egitto (segue --->)

Pietro Bondanini
Roma 3 aprile 2006

Riccardo
ha scritto il 27 Febbraio 2006 alle 15:16

Salve, ho letto con curiosità il testo dell’appello, e NON lo condivido appieno! Provo a “confutarlo” cercando di non commettere scorrettezze.
Ragioni:
Credo che il fondamentalismo ci sia in oriente come in occidente (volutamente minuscoli); il fondamentalismo cristiano è stato crudele in passato come lo è quello islamico al momento attuale: epoche diverse e mezzi di attuazione diversi; caccia alle streghe e fuoco alle case allora, bombe umane e non adesso. e potrei continuare.
La nostra cultura, che è materialista, ha portato alla crisi morale che è crisi di relazione tra noi e la nostra società: è il benessere che porta al timore di se stesso, al timore di essere perso. L’individuo benestante fa del benessere il suo credo, l’individuo non benestante ha fede in un premio.
Taccio sulle radici giudaico-cristiane, implicite nel manifesto, dato che l’Europa ha radici e culture pre-esistenti alla presunta risciacquata giudaico-cristiana.

1) Occidente: Ben venga un’Europa salda nei suoi principi e contrapposta come entità sociale e politica agli USA: essere in disaccordo non implica essere in conflitto; tutta la nostra sapienza ( di origine greca) deriva da processi dialettici e non imposti dal più forte in nome di ideali sfumati. E’ dal confronto che nascono idee per migliorare, dalla voce unica solo ovvietà.
Una civiltà occidentale migliore di cosa ? riaffermare significa affermare nuovamente una cosa su un’altra e manca il termine di paragone anche se credo si intenda la civiltà araba.

2) Europa: Vedi sopra: un’Europa che prescinda, nelle proprie leggi costitutive da principi (giusti e condivisibili ma in altro contesto) di origine fideistica è sicuramente un Europa salda e consapevole dei propri valori. Valori fondati sull’uomo.

3) Sicurezza: Sono pienamante in sintonia, come non condannare il terrorirsmo come barbarie verso l’umanità?
Solo che resterebbe da definire il confine, labile e stiracchiato tra Terrorismo e terrorismo, dove quello con la T maiuscola è la barbarie di cui sopra, quello con la t minuscola è rappresentato da ogni imposizione che noi civili ci impegnamo a (es)portare dove si creda vi sia bisogno, con o senza soldati…

4) Integrazione: Credo che far capire agli immigrati che in Italia (ma altrove è uguale) si debba sottostare alle leggi italiane in fatto di usi, costumi diritti e doveri, sia più auspicabile che condannarli sulla pubblica piazza di portare un velo o pregare di venerdì.
Se ci consideriamo più civili è su questo che dobbiamo insistere: convincere ad un diverso comportamento all’interno di regole diverse ma che contemplino anche il suo diritto ad una fede ( o ad atteggiamenti) non pienamente condivisi: una sorta di libero straniero in libero stato senza ingerenze..

5) Vita: Dare ( e togliere) la vita è una prerogativa del Creatore… non credo che un uomo possa definire o decidere dove inizi o finisca una vita.

6) Sussidarietà: Appunto “tanto stato quanto è necessario”.. quindi c’è molto da lavorare, dato che lo stato pensa di intervenire anche in materie religiose ed etiche.. Davvero la politica come aiuto ai cittadini non come impedimento a qualcuno ed aiuti a qualcun altro…

7) Famiglia: Temo una famiglia normale (padre(M) e madre(F)) come una famiglia non standard: entrambe possono essere portatrici di cattivi valori.
Il problema non è nella famiglia che educa, ma negli altri che giudicano.

8) LIbertà: Se sono libero di pensare, voglio poter pensare anche a cose non ortodosse, a cose non allineate con il pensiero comune dominante o con la religione di maggioranza relativa nel mondo. Voglio poter dire che Gesù non è figlo di Dio e poter discutere con altri che pensano cose opposte; voglio poter dire Gesù è figlio di Dio e non essere addidato come un baciapile vetero cristiano.
Ma se questo no è possibile neanche a casa nostra cosa pensiamo di diffondere?
Ricordare la trave e la pagliuzza nell’occhio….

9) Religione: Stato e Chiesa non possono e non vogliono essere distinti, lo capì per primo Costantino.
Dovremmo capirlo anche noi, una volta per tutte, oppure accettarlo.

10) L’istruzione pubblica va a ramengo in favore di una istruzione privata, più o meno cattolica. Il modello americano vince anche qui.
Una istruzione per tutti deve essere garantita a prescindere da reddito e simpatie politico-religiose

11) Italia: Il conservatorismo-liberale è un ossimoro, e come tale esiste solo nel punto di contatto di questi due termini, come dire liberale quando mi fa comodo e convervatore quando mi fa comodo. Il punto di contatto è l’individuo, ma l’individuo in quanto tale non può decidere per tutti (dittatura), non può soverchiare gli altri (violenza) e neanche subire passivamente le decisioni. Una nazione fatta da individui non è un insieme ma un miscuglio (che altri chiamano anarchia).

Cordiali saluti e scusate la lungaggine
Riccardo del Gratta

PS pubblicate pure la mia mail, se è possibile

 
 
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Il testo dell'Appello
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25 febbraio 2006
2 marzo 2006
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C'è chi dubita!
   


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