Il mio commento del 2 marzo ore 22.07 nasce dalla lettura di quello di Diomira che, per comodità riporto integralmente sotto queste mie considerazioni.
Non credo che qui sia in discussione il fatto che noi umani (homo sapiens sapiens) abbiamo o meno un unico progenitore (lascio la questione a chi si occupa di evoluzione della nostra specie), ma quello di stabilire se la mescolanza di religioni, culture, usi e costumi che va sotto il nome del cosiddetto multiculturalismo, sia compatibile con le normali occupazioni di chi debba convivere tra etnie diverse per esercitare un lavoro, per svolgere un'attività imprenditoriale, per condividere il tempo libero ed infine per intrattenere relazioni amicali e parentali.
Chi pensa di vivere questa compatibilità deve anche essere disposto ad accettare compromessi religiosi, etici e comportamentali che andrebbero condivisi non solo da chi si piega alla rinuncia dei principi tradizionali che culturalmente gli sono propri, ma anche da chi non è disposto ad accettarli e ciò non è possibile perchè qualsiasi imposizione che induce ad assumere atteggiamenti rinunciatari è contraria ai principi costituzionali di una democrazia liberale. A mio parere, questi principi, prima di tutto, valgono per i già presenti e, a maggior ragione, per tutti coloro che richiedono di integrarsi.
Quindi, Il meticciato non esiste se non nella mente di chi vuole esercitarlo.
”Il tuo Cristo è Ebreo, la tua macchina è giapponese, la tua pizza è italiana, la tua democrazia greca, il tuo caffè brasiliano, la tua vacanza turca, i tuoi numeri arabi, il tuo alfabeto latino, solo il tuo vicino è uno straniero”, tratto da un manifesto tedesco anni novanta, è un discorso senza costrutto, frasi tronche apodittiche ed inutili anche ai fini dell'informazione e, peggio, della comunicazione. Chi fa miscela tra Cristo, ..., la democrazia (perchè solo la greca?), ..., il vicino straniero (perchè solo il vicino?), ..., il caffè ecc. (ho cambiato l'ordine degli elementi ed il concetto non cambia perchè non vi è concetto alcuno in questa lista), comprerà la macchina turca o farà la vacanza in Giappone?
Cara Diomira, lei può rispondere a questa mia domanda perchè sa che il bene ed il male come il bello ed il brutto esistono comunque e in questa esistenza tutti possono fare quel che vogliono. Infatti, Lei, mirabolante cultrice del pensier debole, potrà senza dubbio trarre la miglior risposta traendone il contenuto dai più grandi pensatori di tutti i tempi spizzicando qua e là un po' di Sant'Agostino, richiamando la teodicea di Leibnitz, soppesando le tesi ed antitesi di Hegel e, dulcis in fundo, usando la dialettica propria dei sofisti.
Comunque, non attendo la risposta a questa mia domanda oziosa, ma Le chiedo, invece, di rispondere a queste altre mie domande che, da quando il marxismo è andato sotto le macerie del muro di Berlino, mi tormenta:
- In che cosa consiste il diritto alla convivenza civile?
- Quali doveri devono essere volontariamente esplicati per realizzarla.
- I Dieci Comandamenti quali me li hanno insegnati a catechismo (condivisi dagli ebrei, dai cristiani e dagli islamici) sono ancora validi?
- Se Lei non è credente e se si sente in diritto di fare ciò che vuole, mi può indicare almeno una regola di vita perchè ella possa "convivere" con il prossimo? (convivere è un brutto verbo, pensi di sostituirlo con altri più appropriati quali: solidarizzare, condividere e, se può, cerchi anche di amare)
Grazie!
N.B. Tratto argomenti analoghi in queste pagine ed in altre a queste collegate:
- Amare per essere amati
- Il destino, il male e la libertà
- Benessere non è felicità
Pietro Bondanini
Roma, 27 marzo 2006
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Diomira
ha scritto il 2 Marzo 2006 alle 12:24
Non condivido la vostra posizione, siamo da sempre meticci, le migrazioni di popoli ci sono sempre state e sempre ci saranno, siamo quello che siamo grazie al confronto.”Il tuo Cristo è Ebreo, la tua macchina è giapponese, la tua pizza è italiana, la tua democrazia greca, il tuo caffè brasiliano, la tua vacanza turca, i tuoi numeri arabi, il tuo alfabeto latino, solo il tuo vicino è uno straniero” (da un manifesto tedesco anni novanta) Quando parlate di sfida, è implicito il concetto di vittoria, ma…. non giova vincere,(perchè una vittoria prepara sempre una nuova guerra) giova dialogare perchè ogni persona è portatrice di valori.Non bisogna tollerare, per poi sperare di creare tanti individui fotocopia, bisogna accettare le diversità, perchè sono una ricchezza, anche il magistero pontificio lo ha dichiarato. Riconoscere e rispettare le idee opposte, rientra nei diritti umani. Forse, l’unico diritto da difendere è il diritto alla convivenza civile. Ma l’esistente, non è forse compresenza di contrari? come faccio ad avere la parola bello, se non ci fosse la parola brutto? come potrebbe esistere il concetto di credente senza il concetto di non credente? Secondo me non esistono culture superiori o inferiori, ma soltanto culture diverse, con valori diversi, dovuti al prodotto della storia.I cristiani non sono tutti cattolici, ma dovremmo considerarlo un bene,non un male. Agostino di Ippona (meglio conosciuto come Sant’Agostino) era un manicheo ed è stato il padre del cristianesimo, “ama e fai ciò che vuoi”. Una società con diversi modi di pensare il mondo è sinonimo di vivacità culturale. Lo sforzo che dovremmo fare come occidentali, forse, è quello di “far partecipare al nostro banchetto consumistico tutti i popoli” (S.Giusti) e “lavorare per il minimo comune etico”(L.M.Lombardi Satriani). Grazie per avermi dato la possibilità di commentare. Diomira Zompa
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