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Biografia
di Edoardo Salvestrini

La dote principale dell’artista è saper trarre dal mondo visibile l’immagine del suo mondo interiore.
Egli interroga di continuo la Natura per conoscerla, per farsi trasportare da essa, per rivelare il suo proprio mondo in unione con l’interiorità della Natura.
In questo cammino non vi sono “soggetti”, ma un continuo scambio di percezioni e rivelazioni.
A questo genere di artista appartiene un fare nomade: dalla descrittiva foma esteriore (paesaggi, ritratti, vedute di città) alla più libera interpretazione poetica e onirica (visioni), nonchè alla riscoperta di forme e metodi antichi, che egli vive come rivelatori di ragioni profonde dell’oggi.
Questo al di là di stili, correnti e mode.

Edoardo Salvestrini è nato a Padova nel 1947.

Ha trascorso la sua infanzia tra Padova e Mantova.

A 12 anni abitò ad Ariccia, presso lo zio sacerdote, nella canonica della chiesa dell’Assunta costruita nel 1664 sul progetto di Gian Lorenzo Bernini. In questo luogo Edoardo Salvestrini - Autoritrattostraordinario trascorreva molto tempo a osservare e disegnare i grandi angeli di stucco che ornano la cupola e le pitture seicentesche.
Ha frequentato a Milano i corsi di graphic-design della Società Umanitaria (allievo di Massimo Vignelli, Bob Noorda, Giancarlo Iliprandi e Mario De Micheli per storia dell’arte).
Per la pittura ha frequentato la Scuola degli Artefici e il Libero Corso di Nudo presso l’Accademia di Brera.

Dal 1965, per un periodo di vent’anni, ha collaborato come graphic-designer con studi e società di fama internazionale, tra i quali: Olivetti, Franco Maria Ricci editore, Unimark International.

Dal 1982 si è dedicato all’illustrazione soprattutto in campo editoriale, collaborando tra i vari, con: Rizzoli, L’Espresso, Longanesi, Frassinelli. Nel 1983 pubblica presso l’editore Rizzoli il volume “Manuale del Viaggiatore Interplanetario”, con 60 tavole a colori e 30 in bianco e nero (testi di Gianni Guadalupi); nello stesso anno realizza il manifesto del convegno letterario mondiale del P.E.N.Club, Venezia isola di S.Giorgio.

Contemporaneamente all’attività di graphic-designer e di illustratore, Edoardo Salvestrini ha sempre praticato e studiato la pittura, e dal 1970 si è interessato anche di musica e canto.

Il suo percorso artistico ha le radici culturali nelle scoperte della prima infanzia.

A Padova, sulle pareti delle chiese famose, vede le opere dei grandi che saranno per lui maestri e punto d'arrivo cui aspirare: Tiziano, Tintoretto e Veronese. Ancora a Padova scopre con meraviglia gli spazi architettonici delle piazze, e poi a Mantova, ove per ragioni familiari soggiorna frequentemente, la singolarità degli edifici: Leon Battista Alberti e Giulio Romano.

Pittura e Architettura saranno sempre unite nei suoi interessi. L'esperienza di Ariccia, l'incontro con l'ambiente e il barocco romano faranno esplodere il suo precoce desiderio di emulare gli antichi maestri. Nel suo orizzonte l'interesse per la pittura moderna entrerà molto tardi, cioè verso i trent'anni. A tredici anni dipinge il suo primo quadro ad olio: una rielaborazione di un paesaggio di Rembrandt.

Tra il 1974 e il 1983, frequenta la pittrice monzese Pina Sacconaghi, allieva di Giuseppe Palanti e amica di Anselmo Bucci.
Lo studio di Monza e quello della torre di San Gimignano sono l'ambiente di discussioni sull'arte, esperimenti tecnici e consigli preziosi.

Dal 1982 al 1993 frequenta assiduamente il filosofo e scrittore indiano Baba Bedi, che con i suoi corsi e conferenze apre un’ottica nuova sulla creatività con metodi di autosservazione profonda, sia per quanto riguarda il canto, la pittura e la funzione dell’Arte nella società.

Nel decennio 1988- 1998 lavora molto dal vero soprattutto con il disegno e l'acquarello, ed entra in contatto in modo approfondito con l’opera di Giorgio de Chirico. Questa esperienza mette in risalto il suo naturale interesse per la pittura tra ‘500 e ‘700, in lui ben cosciente fin dai primi esperimenti pittorici (1961). Lo studio dell’opera del Grande Metafisico non si limita alle visite frequenti delle collezioni della Galleria d’Arte Moderna di Milano, alle mostre di quegli anni: Venezia, Milano, Roma, ma anche allo studio degli scritti del Maestro, che chiariscono la sua concezione della pittura e dell’opera d’arte. Sempre in quel periodo ritorna a studiare l’opera e la tecnica di Tiziano (mostra di Venezia, 1990) e di Rubens (mostra di Padova, 1990).

In quegli anni nascono alcuni interessanti lavori tra la metafisica e l'onirico in cui Salvestrini rivive gli ambienti della sua infanzia, soprattutto Mantova e in cui appaiono strane presenze. A questi soggetti egli alterna dei davanzali colmi di frutta con lo sfondo di architetture.

Nei dipinti degli ultimi anni, Salvestrini, oltre che paesaggi e nature morte, riprende le sue visioni, con forme inventate, per comporre rappresentazioni mitologiche. In queste opere la deformazione estetica è sentita come mezzo necessario ad evidenziare le energie primordiali, eterne, contenute nei miti e per mezzo di una materia pittorica plasmata ed emozionale.

La sua visione dell’Arte in generale e della Pittura in particolare, ha dunque le radici in una profonda e complessa fomazione culturale.
Il graphic-design lo ha impostato a costruire lo spazio della superficie con le severe leggi della simmetria, della sezione aurea, dei pesi di pieno e vuoto.
La sua passione per gli archetipi mitologici sentiti come energie cosmiche, gli proviene dalla pittura veneta ed emiliana del ‘500 e ‘600 ma si mescola con il contatto determinante del filosofo indiano Baba Bedi seguito per undici anni.
La fantasiosità e il movimento delle forme barocche lo interessano fin dall’infanzia: da quando viveva dentro a quel tempio del Barocco che è la chiesa dell’Assunta ad Ariccia. Ed è proprio in quello stesso luogo, cantando nelle funzioni religiose che scopre le meraviglie della Musica e della Vocalità.
Architettura, Pittura e Musica divengono sintesi estetica.

Edoardo Salvestrini è autore di particolari tecniche che insegna in corsi e master class:
La Creatività dell’Anima” per l’autoespressione attraverso il colore.
Il Canto dell’Anima” per l’autoespressione attraverso la voce,


Mostre personali:

1990 Venezuela, Caracas, Museo de Arte Contemporaneo.
1992 Mantova, Studio d'Arte il Sagittario.
1993 Milano, Libreria Franco Maria Ricci.
1994 Milano, Microbrera Gallery.
1995 Milano, Libreria Franco Maria Ricci.
1995 Ravenna, Galleria Il Patio.
1996 Ferrara, Sala Comunale Orsatti, Pontelagoscuro.
1997 Viadana, Galleria Comunale Bedoli.
1997 Milano, Banca Nazionale del Lavoro.
1998 Mantova, Arianna Sartori Arte.


Mostre collettive:

1987 Francia, Saint Paul de Vence, Galerie Imago.
1990 Venezuela, Caracas, Universidad Metropolitana, Sala de Rectorado.
1993 Suzzara, XXXIII Premio Suzzara.
1995 Mantova, Saletta Cavriani.
1997 Milano, Teatro dell'Arte, CRT, COSTELLAZIONI.
1997 Ferrara, Sala Comunale Orsatti, PER FETONTE, 22 metamorfosi a Pontelagoscuro.
1998 Milano, Galleria Bolzani.
1999 Milano, Galleria Il Torchio.
2000 Milano, Libreria Franco Maria Ricci.
2001 Milano, Galleria Bolzani.
2002 Milano, Galleria Bolzani.
2003 Milano, Galleria Bolzani.
2004 Milano, Galleria Bolzani.


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