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Il Naviglio
di Raffaele Bonomi

I L N A V I G L I O
A Mariuccia

 


Tu ed io.
Tu ed io insieme
sulla dolce corrente
del naviglio.
Tu ed io insieme
sulle limpide acque del naviglio,
sulle lente acque del naviglio,
sulle acque vorticose,
sulle acque inquinate;
tu ed io insieme
sulle acque fangose,
sulle acque cerulee,
sulle puzzolenti,
sulle meravigliose
acque del naviglio.

Dolcissimo il giorno quando,
tu ed io insieme
salimmo sul nostro barchino.
Fu là dove il naviglio
prende vita dal fiume:
ci prendemmo per mano
e partimmo.
Guardavamo avanti insieme
e subito
ci trascinò via lontano
la dolce, rapida corrente
del naviglio.

E ci vennero incontro
campagne silenti
e filari di pioppi,
borgate operose,
greggi, zanzare
e chiese barocche
e sciocche
parole di ministri saccenti.

Poi vedemmo
albe luminose
ed affocati tramonti,
notti stellate,
luccichio di onde
e nebbioni ovattati.
Ci fu sopra
il gelo di cristallo
e l’opprimente peso dell’afa,
e turbinose giornate di vento
agitarono gonne,
levaron cartacce
e nuvole pazze correvano
in cieli di fuoco.

 

Ma l’incessante
perenne andare dell’acqua
ci portava lontano.
Rapido correva il naviglio:
ci vennero incontro
ville stupende
fra alberi verdi,
ed io dissi:
“ Che belle!”
ed eran già passate.
Ci venne incontro
immenso, un ponte;
dicesti:
“ Che grande!”
ed era già passato.

Tu ed io insieme.
Insieme conoscemmo
vagiti di bimbi,
candide culle,
gente che rideva,
profumo di fiori,
gente che cantava.

Ci venne incontro la città,
quella grande:
un mulinare
di luci,
di tram,
di rumori,
e rive piene di gente.
Passò un corteo con mille bandiere:
gente che urlava,
spari, terrori,
gente che picchiava.

 

Tu ed io insieme.
Insieme conoscemmo
Il nero dei lutti,
lamenti di famigliari,
gente che piangeva,
gente che pregava.

 

Ed ancora campagne,
contrade, officine,
pescatori sulle rive,
aie colme di fieni,
la sagra del paese,
la corsa delle bici,
la banda che suona.
Il fischio di un treno.

 

Ed ancora andare,
andare insieme avanti
fin là dove
con molle vortice
il naviglio
rende l’acqua al fiume
e questi mormorando
la versa al fiume grande
che lento, maestoso, possente
procede fra pioppi e canneti
sotto immense nuvole candide.
E là ci terremo
ancora per mano,
tu ed io insieme.
Tu ed io.

Milano, 5 luglio 1990
 

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