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Il palloncino
di Raffaele Bonomi

Spesso, tra due litiganti, non c'è un terzo che apprezzi la contesa

Era un bellissimo palloncino colorato. Un comune palloncino di quelli che si regalano ai bambini il giorno della festa del paese i quali se lo portano poi legato al polso per non farselo scappare. Un palloncino normalissimo quindi, ma proprio bello, tutto rosso con su dipinti di bianco occhi, naso e bocca. Il pallonaio aveva preso una vescica di gomma, l'aveva riempita, ben bene di gas, aveva annodato l'apertura, poi lo aveva legato ad una cordicella ed era nato così il palloncino, pronto per essere regalato a qualche bambino.

Fu subito discussione:

Palloncino e cordicella

Discutevano e discute-vano sempre sullo stesso tono e non c'era verso che si mettessero d'accordo. Passarono dei ragazzini che se ne andavano per le bancarelle cercando di far tribolare gli esercenti; Quando furono vicini al pallonaio: una strizzata d'occhi e zac! con un colpo di forbici tagliarono la cordicella proprio sotto al palloncino. Il divorzio era consumato.

Di colpo Cordicella cadde a terra nella polvere. La calpestarono con i piedi, ci passarono su le automobili, un cane l'annusò poi ci fece la pipì sopra.

Palloncino invece, finalmente libero, scattò verso l'alto, forò la foschia, superò i tetti ed arrivò là dove il sole scalda, allora cominciò a sentire il testone ronzargli e gonfiarsi, gonfiarsi ed alla fine scoppiò con un fragore che nessuno sentì.

 

 


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