R, M, Q, E, S, B, A ... e tutte le altre della combriccola facevano
un chiasso indemoniato strillando ognuna il proprio verso ed era
tutto un allegro vociare ma senza alcun costrutto. Le lettere si
rincorrevano in tutte le direzioni, inciampando nelle virgole,
urtandosi l'una con l'altra, picchiandosi persino. La U continuava
a correre dietro a Q punzecchiandole il pancione; la O non riusciva
nemmeno a stare ferma perché continuava a rotolare da tutte
le parti; S strisciava come un serpente; solo la T se ne stava
lì impalata che pareva un piccolo spaventapasseri. Erano
riuscite a sgattaiolare dal sillabario e si stavano prendendo un
po' di libera uscita correndo a perdifiato sulla cattedra e per
i banchi.
La confusione era al massimo quando ad un tratto:
"Basta!! Silenzio!! E state un po' fermine, ragazze!"
Sulla scena era entrata una enorme M tutta arzigogolata e piena di ricci, come quelle che si ricamano sui cuscini. Era proprio maestosa ed imponente e metteva soggezione, così immediatamente tutte quelle sorelline turbolente ed indisciplinate si zittirono e si misero buone buone ad ascoltare.
"Adesso facciamo un po' d'ordine ragazze, e stabiliamo l'ordine alfabetico, cioè chi viene prima e chi viene dopo."
"lo! lo! Prima io!" Gridavano tutte assieme e si spintonavano come tante piccole scalmanate.
"Silenzio! lo sono la Maestra e l'ordine lo decido io. E poi non vuol dire che chi viene prima conta di più di chi viene dopo. Quindi zitte e buonine!"
Le lettere repressero la loro vivacità e si misero zitte e buone, ma friggevano letteralmente nell'attesa.
"Allora"- riprese a dire la grande M -"Per prima viene la A." Mormorio di delusione di tutte le altre.
"Poi metteremo la H nel mezzo, perché poverina lei è muta deve sentirsi amata e coccolata dalle altre. In definitiva l'ordine è questo: A, B, C, D, E, F G, H, l, L, M, N, O, P, Q, R, S, T, U, V e Z."
"Ma proprio io dovevo essere l'ultima T' - chiese Z che aveva i lacrímoni.
"L'ultimo posto è importantissimo, perché tu sorveglierai che nessuna si sia persa per la strada e questa è una responsabilità grande ed onorifica. Ora prendetevi per mano a quattro a quattro e facciamo un bel girotondo. Fate vedere che il girotondo lo avete inventato voi e non il Moretti."
Le lettere si presero per mano ed iniziarono a ballare cantando:
A, B, C, D,
le bambine fan pipì,
le bambine fan la cacca,
E, F, G, H,
l; L, M, N,
l'uccellino c'ha le penne
O, P, Q, R,
noi veniam da Finisterre,
noi andremo a Mondovì
S; T, U, V,
e la Z resta sola
ma cantando si consola.
Le lettere ripeterono varie volte avanti e indietro il carosello finché si sedettero stanche morte e sfiatate.
"Bene, adesso che vi siete un po' calmate" - riprese a dire la grande M - "facciamo un altro gioco che si può fare seduti. Io chiamerò una di voi e quella mi dirà un nome che inizia con quella lettera. Per esempio: Emme! Mamma. Pi ! Papà. U! Uovo. Capito?"
"Capito! Capito! Abbiamo capito tutto!"
"Bravissime! Allora: Bi!"
"Barbera! Barolo! Brunello! Barbaresco!"
"Non tutte assieme ragazze! Deve rispondere solamente Bi."
"Breganze! Sa, siora maestra, mi son veneta."
"Brava! Bisogna sempre tenere per il proprio paese. Elle!"
"Lambrusco!..."
"E tu sei di Modena."
"No, sono di Reggio."
"Va bene lo stesso. Enne!"
"Nebbiolo."
"Perfetto. Ci!"
"Coca Cola!"
Le due parole caddero in un silenzio di piombo. Poi la Maestra con pazienza, ma con fermezza riprese la povera Ci che era diventata tutta rossa:
"Ho sempre detto che non voglio sentire parolacce. Quindi adesso tu cara Ci, rifletti con calma e mi dai un'altra risposta."
"Chianti."
"Oh! Hai visto? Ci voleva tanto? Esse!"
"Sangiovese."
"Bene! Acca!"
Ci furono delle occhiate imbarazzate tra le compagne.
"Scusami, Acca, non ricordavo più che eri muta. Risponderò io per te: Hotel. Non ci sono molte parole che cominciano per H. Zeta!"
"Zibibbo. Vino passito dolce prodotto a Pantelleria."
"Per favore, Zeta, non fare la più più, che si diventa antipatici. E!"
"Erbaluce!"
"Brave, siete tutte bravissime! E molto preparate a quanto vedo."
La grande M stava per chiamare un'altra lettera quando il campo fu invaso da una turba schiamazzante di piccole letterine vivacissime che facevano una tremenda confusione e manifestavano la loro straordinaria vivacità arrampicandosi sulla gobba della D, facendo la scaletta sulla E, e lo slalom sulla S, saltando a piedi pari la gamba della. L in un turbinio senza. fine che ricordava il vento di marzo.
A, B, C, e le altre compagne si misero subito a protestare:
"Via, via! Andate via che date noia, siete
troppo piccole per noi, andate via e tornate nel sillabario. Qui
non vi vogliamo: siamo lettere grandi, noi! Siamo a scuola, noi;
voi andate all'asilo!""No! No! Vogliamo restare anche
noi, e fare i girotondi come voi. Tutti fanno i girotondi di questi
tempi e noi non vogliamo restare chiuse nel sillabario."
"Basta, silenzio!" - La grande M pestava con forza un piede sul pavimento - "Voi, ragazze siete le lettere maiuscole, e siete molto importanti perché fate i titoli, iniziate i periodi, vi mettete assieme per formare strane sigle. Ad esempio cosa vuol dire S.P.Q.R. ? Oppure ABB? FAO? U.K.?"
Occhiate imbarazzate correvano dall'una all'altra lettera.
"Vedete? A volte vi mettete assieme e nessuno capisce quello che volete dire, magari nemmeno voi. Queste bambine qui invece sono le minuscole e riempiono le parole, danno corpo alle frasi ed esprimono i pensieri e quindi sono importantissime anche loro. Adesso mettetevi a giocare tutte assieme e fate le sillabe."
"Facciamo che cosa?"
"Le sillabe. Quando due o tre lettere si mettono assieme fanno una sillaba e quando più sillabe si mettono assieme fanno una parola. Poi diverse parole assieme fanno una frase e diverse frasi fanno un discorso. Capito?"
"Niente! Non abbiamo capito niente!"
"Allora facciamo un esempio. Emme maiuscola vieni qui, così pure tu e minuscola. Cosa fate assieme?"
"Non saprei, forse facciamo Me."
"Ecco, bravissima! Avete fatto una sillaba. Ed elle con a tutt'e due minuscole fanno la: un'altra sillaba. Poi Me si mette con la e le due sillabe fanno una parola: Mela. Non è semplice?"
"Sì, sì, sarà semplice, ma è anche tanto noioso. Noi preferiamo fare il girotondo:
A, B, C, D,
le bambine fan pipì....
Ma in quello stesso istante si sentì un gran fruscio di pagine smosse, il sillabario si spalancò e tutte le lettere vennero risucchiate dentro, maiuscole e minuscole tutte assieme, e la grande M fini appiccicata sulla copertina. La libera uscita era terminata. |