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L'alfabeto
di Raffaele Bonomi

Girotondi!

R, M, Q, E, S, B, A ... e tutte le altre della combriccola facevano un chiasso indemoniato strillando ognuna il proprio verso ed era tutto un allegro vociare ma senza alcun costrutto. Le lettere si rincorrevano in tutte le direzioni, inciampando nelle virgole, urtandosi l'una con l'altra, picchiandosi persino. La U continuava a correre dietro a Q punzecchiandole il pancione; la O non riusciva nemmeno a stare ferma perché continuava a rotolare da tutte le parti; S strisciava come un serpente; solo la T se ne stava lì impalata che pareva un piccolo spaventapasseri. Erano riuscite a sgattaiolare dal sillabario e si stavano prendendo un po' di libera uscita correndo a perdifiato sulla cattedra e per i banchi.

La confusione era al massimo quando ad un tratto:

Sulla scena era entrata una enorme M tutta arzigogolata e piena di ricci, come quelle che si ricamano sui cuscini. Era proprio maestosa ed imponente e metteva soggezione, così immediatamente tutte quelle sorelline turbolente ed indisciplinate si zittirono e si misero buone buone ad ascoltare.

Le lettere repressero la loro vivacità e si misero zitte e buone, ma friggevano letteralmente nell'attesa.

"Ma proprio io dovevo essere l'ultima T' - chiese Z che aveva i lacrímoni.
... una enorme Emme ...

Le lettere si presero per mano ed iniziarono a ballare cantando:

A, B, C, D,
le bambine fan pipì,
le bambine fan la cacca,
E, F, G, H,
l; L, M, N,
l'uccellino c'ha le penne
O, P, Q, R,
noi veniam da Finisterre,
noi andremo a Mondovì
S; T, U, V,
e la Z resta sola
ma cantando si consola.

Le lettere ripeterono varie volte avanti e indietro il carosello finché si sedettero stanche morte e sfiatate.

Le due parole caddero in un silenzio di piombo. Poi la Maestra con pazienza, ma con fermezza riprese la povera Ci che era diventata tutta rossa:

Ci furono delle occhiate imbarazzate tra le compagne.

La grande M stava per chiamare un'altra lettera quando il campo fu invaso da una turba schiamazzante di piccole letterine vivacissime che facevano una tremenda confusione e manifestavano la loro straordinaria vivacità arrampicandosi sulla gobba della D, facendo la scaletta sulla E, e lo slalom sulla S, saltando a piedi pari la gamba della. L in un turbinio senza. fine che ricordava il vento di marzo.

A, B, C, e le altre compagne si misero subito a protestare:

Occhiate imbarazzate correvano dall'una all'altra lettera.

A, B, C, D,
le bambine fan pipì....

Ma in quello stesso istante si sentì un gran fruscio di pagine smosse, il sillabario si spalancò e tutte le lettere vennero risucchiate dentro, maiuscole e minuscole tutte assieme, e la grande M fini appiccicata sulla copertina. La libera uscita era terminata.


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