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Eccellenza,
Quando potenti ragioni, già altra volta all'Eccellenza Vostra significate, inducevano il sottoscritto a rinunziare agli alti Uffici del Governo, e a cercare nella solitudine di una terra non sua la personal sicurezza che nella propria gli veniva meno, (colpa di tempi pessimi e travolti, e della imperfezione dei mezzi atti a governare vigorosamente, giustamente e con verità il paese nostro) sarebbesi potuto immaginare, che certe passioni a lui avverse, avessero alla perfine trovata lor posa; se non che invece di quetare, queste hanno ribollito più irose di prima. E non bastava la morte politica del sottoscritto; che movendo anche all'assassinio di sua vita civile, tentarono rapirgli quello splendido patrimonio dell'uomo nella sociale convivenza, che riposando nella purezza delle sue azioni, gli assicura il nome di Cittadino onorato e dabbene, e di suddito fedele ed ossequente alle leggi, e gli porge il conforto della pubblica estimazione.
Or bene: Allorché, non ha molto, giungeva in Sammarino il Conte Baude addetto all'Ambasceria francese in Roma, e visitava il nostro Governo per informarsi, dicesi, in quali condizioni versava; giacché i fatti violenti e sanguinosi degli ultimi tempi potevano aver sembianza di commozione politica, o di un avviamento a quella, certi uomini del mistero prendevano occasione da ciò di subito alzare fra le tenebre la loro voce e gridavano da per tutto al tradimento; sacramentavano la venuta del Conte Baude opera di nequitose macchinazioni ; e bandivano, senza rincorso, pernio della congiura il sottoscritto ; lui, motore dell'iniquo progetto che doveva far schiava la patria messa in vendita allo straniero.
Ma per convinzione ch'ei s'abbia di soprastare ai nemici che lo guerreggiano; pur tuttavia oggi non gli é dato dissimulare la gravissima accusa: e meglio si torrebbe la morte sotto il coltello del sicario, quando fosse certo di lasciare il suo nome onorato, piuttosto che tenere la vita coll'infamia del tradimento.
Questa infamia non può, né deve pesare sul capo del vostro cittadino; a cui vorrete anzi Voi stendere la mano del soccorso per un atto di giustizia ove deve purgarsi l'onor suo vilipeso: l'onore di quel cittadino il quale s'ebbe già tante volte, sebbene immeritata, la vostra fiducia; e che in mezzo al turbinio delle Reggenze che sempre difficoltò il cammino del suo governo, avete visto ognora inteso a far rispettata la vostra dignità: a custodire illesa l'indipendenza della Repubblica: a rassettare e migliorare le relazioni internazionali, affine le prestassero un più fermo appoggio: a fare che il diritto di asilo fosse regolato, perché non si convertisse in interno ed esterno pericolo: e che all'ora del pericolo più fiate soprastante, più pensieroso d'altri che di se stesso, avete trovato sempre pronto a scongiurarlo; non meno che alacremente studioso a rimuovere le cagioni, onde il popolo non si avvelenasse alla scuola perturbatrice delle dottrine antisociali. Le quali poi, per mala nostra sorte, non avendo trovato un argine costante al dilatarsi, riuscirono da ultimo a far rovesciare il principio d'autorità nel governo, e gli tolsero la forza morale che sola valse per secoli a reggere tranquillo un popolo innocente, costumato e patriotta. Ed ora al piccolo Stato per condizione di vita non resta che da crearsi un nuovo principio di potenza nella forza materiale: la quale alleata colla giustizia dovrà quindi innanzi restituire al Governo la libertà delle proprie azioni, e, sopraveggiando ogni istinto malvagio, comprimerlo; e farsi scudo contro ogni misfatto, contro ogni fazione.
Ma più che al passato, ama il sottoscritto di affidare la propria giustificazione al presente: cioè alla pubblicità di un processo che invoca; e che Voi, o Eccelso Consiglio, vorrete degnarvi di ordinare ai Ministri dei vostri tribunali. La notorietà dell' accusa dispensa il sottoscritto da ogni cura di farla testimoniare: giacché la Polizia giudiziaria non potendo non sapere quello che nessuno ignora del pubblico strazio della fama di lui, deve aver già presta materia all'inquisizione, come ad ammettere il giudizio di diffamazione.
Egli è in questo Giudizio, che il vostro cittadino entra per primo. e si costituisce Reo volontario, chiedendo che con pubbliche grida si chiami chiunque del popolo ad accusarlo, se può, o a denunciarlo anco per le vie del segreto, come traditore. Egli è in questo Giudizio che offre spontaneo la persona propria alle miserie eziandio della custodia pubblica, se questa é necessaria, e ove andrà, ad ogni vostro cenno da cui dipende, a collocarsi. Questo giura, che farà, innanzi a Dio: questo giura e promette di mantenere sull'onor suo. Sicuro nella propria coscienza nulla teme; e non ha sacrificio a cui volonteroso non si sobbarchi: perché sa, che nella prova che vi domanda, deve la calunnia andar svergognata, e il nome di lui uscir sempre senza macchia e senza infamia.
Piglio della terra privilegiata e diletta che lo vide nascere egli si sente profondamente scosso dell'animo alla vista dei mali che l' affliggono : e questo stato di angoscia non ha ristoro, che nella speranza di veder risorta la patria, e cessate le sue disgrazie.
E certo questa cara speranza passerà nel dominio della realtà. Quando innanzi tutto trionfando il Governo di resistenze troppo radicate nel personale interesse potrà una volta asseguire mezzi economici pari ai bisogni della nuova condizione politica e morale del paese: e, cessando di essere in balia del caso, potrà andar riformando ogni ordine di amministrazione guasto da antichi vizi, o reso insufficiente al proprio fine:
quando restaurato, sovra ogni altro, l'ordine dei Criminali Giudizi, e accomodate le leggi, e fatta impossibile l'impunità dei delitti, questi Giudizi saranno divenuti una certezza di guarentigia alla vita e alle proprietà dei Cittadini, e così sarà tolta la vergogna di sentirsi più a cognominare una beffa:
quando le massime direttive della politica interna ed estera cesseranno di essere personali, mutabili ad ogni passar di Reggenze, incerte e contradditorie; ed il Governo s'avrà una politica ferma e tutta propria; ossia quella che debba unicamente derivargli dalla sapienza del Principe:
quando una nuova legge sarà fatta sulla responsabilità dei vostri Rappresentanti:
quando i diversi elementi che vi costituiscono, o Eccelso Consiglio, in Corpo Imperante, potranno conservarsi colla forza e colla virtù che è loro ingenita, e starsi in armonia; e le varie sorgenti d'onde si attingono non saranno lasciate annientare; sicché il Governo possa tenersi nella forma protettrice della sua esistenza politica:
quando il nostro popolo meglio educato nella sua intelligenza, nella morale, e nella religione verrà di siffatto modo a spogliarsi delle abitudini antieconomiche che lo stringono alla miseria e alle disorbitanze che l'accompagnano: e i doviziosi meglio veggenti, lasciando di tesoreggiare solo a se stessi per affetto di veder crescere oro entro i forzieri, o moltiplicare i quadrati delle loro terre, s' avranno impulso a convertire i loro capitali in azione veramente produttiva del bene sociale, e specialmente in profitta della particolari necessità della Repubblica, fra le quali sta in capo quella di favoreggiare l'industria, perché all'indigenza non manchi il pane del lavoro: quando lo spirito pubblico, già tralignato e omai smarrito, vedrassi novellamente a rinascere, e i cittadini uniti della volontà e dell'opera avranno conosciuto, che uno solo é l'interesse supremo che debbono curare e difendere: vale a dire quello della conservazione e della felicità della Repubblica: e che per abbandonarlo si chiamano sulla patria le più fiere procelle, e le si apre il mare delle sciagure.
In questi voti, e in più altri di pari affetto che non descrive, é la storia dei sensi del sottoscritto verso la Repubblica: e Dio voglia, che, se liberamente li espresse, non abbia peccato per manco di ossequio. Egli fu però ben lungi dal voler nulla dettato al vostro senno che tutto conosce, e a tutto provvede. Il perché la narrazione dei mali della patria, e l'ardenza del desiderio mostrato di vederli riparati, altro non possono essere in faccia a Voi, che un atto significativo, che il vostro Cittadino non vuole la morte, ma la vita sì, la vita della Repubblica.
Egli l'amò perseverante e l'amerà intensamente; e questa per lui religione di amore, e la fede giuratale lo seguiranno sino al sepolcro. Benché calunniato da oltre vent' anni e cercato a morte più volte per servire la patria, e col cuore che gronda ancor sangue sotto le ferite di fresche e crudeli imputazioni, pur non sia mai, che torni coll'animo alieno da lei, né da Voi. Il suo primo ed ultimo prego sarà sempre la salvezza del loco natìo: la sua invocazione il grido di : viva la Repubblica di San Marino eternamente salda, eternamente fausta - quello di viva la sua perpetua libertà eternamente santificata dalla concordia; eternamente santificata dalla giustizia.
Ora é di Voi, o Eccelso Consiglio, e della somma vostra rettitudine, non degli alti doveri che v'impongono la tutela dello Stato, e quella delle ragioni individuali, il fare, che la condotta politica del vostro cittadino sia ben scrutinata nella pubblicità del Processo che vi ha domandato ; il quale mentre che farà conoscere a tutti di aver raccomandata la pubblica difesa, darà a divedere altresì, che Voi prestate un pubblico mezzo di riparazione alla fama oltraggiata
del vostro fedelissimo suddito
Domenico Maria Belzoppi
Di Verucchio 14 Dicembre I854.