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Riordinavo una libreria
di Raffaele Bonomi

Storia di un aspirante ufficiale durante la Grande Guerra

1

Riordinavo una libreria nella vecchia casa di campagna quando, tra libri ingialliti, riviste da macero, documenti di cui si era perso il ricordo, misi le mani su un pacco di scartoffie contenute in una cartella di cartone nero legata con delle fettucce.

C’erano appunti manoscritti, schizzi, ritagli di giornale, cartoline, e dei quadernetti scritti con una calligrafia regolare, ordinata. Man mano che le sfogliavo, da quelle carte vecchie di più di ottant’anni uscivano le vicende di un aspirante ufficiale (1), un ragazzo di diciotto anni mandato a combattere in una trincea sulle montagne della Carnia, pochi giorni prima della rotta di Caporetto. Via via che procedevo, la lettura mi interessava sempre di più, perché quel giovane ufficialetto, le cui vicende rappresentavano così bene quelle di tanti suoi coetanei, si chiamava Oscar Bonomi: era mio padre.

Mi tornarono in mente aneddoti che mi aveva raccontato quando io ero ancora un ragazzo, poi altre notizie che mi aveva riferito mia nonna e mi si delineò tutto un filo conduttore. Sistemai allora in fretta la libreria e mi accinsi a riordinare le tessere di questo mosaico.

2

Udine, estate 1917. La città era a meno di quaranta chilometri dal fronte dell’Isonzo ma la vita vi si svolgeva tranquilla come in ogni altra città di provincia. Uffici, fabbriche, scuole, tutto funzionava alla perfezione, nei caffè le “sciantose” rallegravano le serate degli avventori con le loro canzonette, non c’erano bombardamenti, i generi alimentari non erano razionati. Il Capo di Stato Maggiore, generale Cadorna aveva stabilito proprio ad Udine il suo quartier generale e ciò doveva rassicurare non poco gli abitanti: “Se hanno piazzato proprio qui l’Alto Comando vuol dire che possiamo stare tranquilli che il nemico non potrà mai arrivare fino ad Udine.”

La gente, come in tutto il resto d’Italia non si curava troppo delle vicende della guerra, forse perché in due anni, nonostante le tante offensive scagliate da entrambe le parti, il fronte si era spostato di ben pochi chilometri. I civili non capivano e non si immedesimavano nei sacrifici dei combattenti, inchiodati da due anni nelle trincee tra fango e pidocchi, ne avevano ancora ben chiaro il tremendo tributo umano che i combattimenti esigevano, sebbene per tutti quei due anni ci fosse stato un continuo stillicidio di perdite ed ogni offensiva costasse migliaia di giovani vite.

Udine dunque viveva una vita normalissima e i corsi scolastici proseguivano regolarmente. In aprile, con un certo anticipo sulla fine dei corsi lo studente Oscar Bonomi aveva ottenuto la licenza di V° ragioneria in seguito alla quale aveva conseguito il diploma di ragioniere.

Rag. Oscar Bonomi, classe 1898, nacque a Savona quasi per caso perché Suo padre Raffaele (chiamiamolo senior, per non fare confusione con lo scrivente, suo nipote) di origini marchigiane era un funzionario dell’Ufficio Imposte Dirette, un agente delle tasse insomma. Il ministero ogni due o tre anni gli cambiava sede e, per finire, era approdato ad Udine dove da ragazzino era diventato un giovanotto. Oscar era già stato chiamato alle armi, ma fu lasciato in congedo in attesa che iniziassero i corsi per allievi ufficiali di complemento ai quali aveva già fatto domanda.

Aveva appena ottenuto il diploma e subito, due giorni dopo, frequentava la scuola allievi ufficiali di complemento Già l’anno precedente si era arruolato nei “Volontari ciclisti” (2) assieme a vari suoi compagni tra i quali un Etelredo Puppini di cui era amicissimo, ma la loro attività si ridusse a qualche allenamento domenicale senza alcun impiego effettivo, mentre ora era servizio militare in piena regola, e di quelli duri, non in qualche ufficio, ma nei reparti operativi.

Oscar quindi fu inviato alla scuola allievi ufficiali di Parma. Ci restò cinque mesi: tempo più che sufficiente per trasformare un giovane ragioniere in ottima carne da macello. Di quel periodo ricordava soprattutto la rigida severità dei sergenti che plasmavano gli allievi con l’osservanza di una ferrea disciplina. Addestramento pratico modesto: qualche marcia, un po’di tiri nel greto del fiume Parma in secca, studio dei regolamenti.

Ben diverso il tirocinio degli Arditi (3). Un giorno l’allievo ufficiale Bonomi, sfruttando qualche ora di permesso, andò a trovare un conoscente di famiglia, un certo Pietro Tarchini di Sondrio, che era negli Arditi, compagnie d’assalto, e faceva addestramento in un centro dei dintorni. Appena arrivato fu spettatore di una vera e propria battaglia con scariche di fucileria, fuoco di mitragliatrici, assalti alla baionetta, bombe a mano. Dopo poco passarono due barellieri che trasportavano un ferito; passò pure un ufficiale che, vista la faccia allibita del giovane allievo fece: “Paura, eh? Qualche volta ci scappa pure il morto!”

Finito il corso, il 3 di ottobre, Oscar fu nominato aspirante ufficiale e rimandato al distretto militare di Udine che lo assegnò al battaglione “Val Fella” dell’8° Rgt. Alpini. Dopo qualche giorno di licenza partì per il fronte assieme ad altri giovani colleghi: destinazione la valle Raccolana, in Carnia. Presero il treno fino a Chiusaforte, dove si fermarono a dormire e il giorno seguente si incamminarono per raggiungere la loro destinazione alla testata della valle, dalle parti di Sella Nevea.

Ma è ora di dare la parola al nostro protagonista. Ricordando che parla un ragazzo di diciotto anni.

 


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Passato remoto, ma sempre presente
Un ragazzo a Caporetto
Una famiglia nella guerra
Favole e raccontini
Amarcord
   
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Riordinavo una libreria .…
Udine, estate 1917
Prefazione
L’arrivo a Cregnedul
Prime giornate
Soggiorno
La natura ad alta quota
Un brutto quarto d’ora.
Ritirata
Verso Pecol
Da Pecol a Chiusaforte
Da Chiusaforte a Stazione Carnia
E' un vero peccato
Hanno visto la battaglia di Pradis
Un parente dell'Imperatore
La lotta nella tormenta
Due Divisioni accerchiate
Il nemico in anticipo
L'ultimo assalto
Mentre sui fronti ...
I prigionieri di Pradis ...
Relazione del
14-12-1918 ...
Non fu congedato ...
Note
P.S.
   
La grade guerra 1914-1918


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