Sono passate poche ore dall'elezione della più alta carica dello Stato, ore che ho vissuto con ansia ed apprensione, che - ecco - vedo ricomparire Donchì con una dispettosa faccia da schiaffi che mi dice: "Te l'avevo detto di non illuderti, ma, stai tranquillo: va tutto bene!".
Detto, fatto e se ne va di fretta dicendo che che si sarebbe recato non ho capito dove: mi pare di aver sentito che dicesse nel Meri... e nient'altro, nemmeno un saluto!.
Ora mi ritrovo a risolvere questo duplice problema:
- Cosa intendeva dire.
- Dove è andato.
Cominciamo col primo. Ovviamente quel "va tutto bene" era riferito ai miei auspici politici orientati verso la riforma della Costituzione ed il suo invito a star tranquillo doveva significare un buon auspicio; ma nessun altro segnale mi ha lasciato se non quella vaga parola tronca che apparentemente voleva significare un luogo ed un tempo preciso perchè voleva dire che là è successo, stava succedendo o succederà qualcosa di importante per i miei Argomenti.
Quando Donchì fa questi scherzi, mi preoccupa seriamente perchè, da una parte dice che il mio problema cessa di esser tale perchè trova la sua soluzione; dall'altra si affaccia all'orizzonte qualche altro nuovo problema capace di riaprire annnose e fastidiose questioni che considero definitivamente chiuse.
Quindi che andasse nel Maryland o nel Meridione italiano per le questioni sulle quali dovevo essere tranquilizzato non aveva più importanza perchè, nel momento d'incontrarmi, aveva presagito che qualcos'altro di molto grave stava accadendo.
A questo punto mi ha lasciato solo ad osservare quale sia il nuovo panorama politico e trarne le conseguenze.
Dopo il recente scontro elettorale, risulterebbero vincenti due linee politiche contrastanti, - l'una, antica e profondamente radicata a sinistra e l'altra decisamente riformista, ma ancora divisa sul come e quali riforme da attuare - che condurranno il paese ad una situazione di stallo.
In sè, la cosa non dovrebbe preoccupare perchè la composizione del parlamento è tale che nessun provvedimento distruttivo potrebbe passare e quindi qualsiasi governo esclusivamente espresso dalla maggioranza di centro sinistra dovrebbe inevitabilmente cadere.
Per questa ragione si dovrebbe dar luogo o ad una nuova tornata elettorale, come auspicabile, oppure alla nomina di un nuovo governo di transizione con la creazione di una bicamerale per dar corso ad una sostanziale novazione della nostra Costituzione Repubblicana.
Così mi sembra che abbia voluto dire il mio ineffabile amico Donchì!
Ma sono preoccupato quanto e più di prima!
Mentre scrivo queste righe ricevo un messaggino:
ScripTIM by TG5:(15:03)
NIGERIA: oltre 100 persone sono morte nell'esplosione di un oleodotto vicino Lagos. Lo riferisce una televisione locale.
Fa seguito all'altro comunicato ANSA di questa mattina che comunicava la liberazione del dipendente dell'Eni sequestrato la notte del giorno prima, mentre dell'americano non si sa ancora nulla.
Quando si sentono o si leggono notizie come queste si desidera solo di avere un governo forte e rappresentativo: invece non ci resta che piangere nell'osservare che il prossimo nuovo governo in formazione sarà condotto senza dubbio da un "prode", ma col seguito formato dai resti di un'armata brancaleone.
Aggiungo poi che il Presidente Napolitano ha dichiarato, poco dopo essere stato nominato, che cercherà "di contribuire ad una maggiore serenità nella vita del Paese", affermando un concetto molto meno tranquillizzante del compianto Presidente Sandro Pertini che, pur essendo stato di parte opposta alla mia, dichiarò subito di essere il "Presidente degli italiani". A mio parere un Presidente deve essere di guida e riferimento al paese perchè un cittadino libero non accetta mediazioni alla propria serenità soprattutto da parte del "Suo Presidente"!
Infine tra i fatti che mi hanno fatto cascare il cielo sulla terra c'è quello che il Presidente della Camera dei Deputati ha invitato il Presidente del Venezuela!
Mi dispiace, ma .....
questo governo non s'ha da fare!
Pietro Bondanini
Roma 12 maggio 2006
Postato il 12 maggio 2006
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