Premetto che, per la maggior parte del tempo, dormo.
La cosa più importante è avere intorno a me il maggior
numero di persone: vorrei dire che la mia tranquillità spirituale è inversamente
proporzionale al decrescere delle persone che mi stanno intorno.
E' un concetto arduo da far capire agli umani, ma basti dire che
- quando mi lasciano solo - mi addormento ma la mia soglia di allerta è al
massimo grado.
Debbo precisare che, durante questo "stand by", la mia capacità di
recupero efficiente non può essere confusa con lo stato di paranoia
che assale papà quando la mamma è assente. Se sapessi esternare
le mie risate diventerei un comico famoso: fa finta di leggere un giornale,
guardicchia la televisione pigiando freneticamente i tasti del telecomando,
oppure sale nel suo studio e, al PC, sembra che faccia cose geniali che poi
a nessuno è dato
a vedere.
Avete capito che prevalentemente sto con mamma e papà che
mi trattano esattamente come voglio che mi trattino.
Mi tirano a lucido; mi portano a spasso seguendo itinerari che so io come modificare
quando mi tolgono il guinzaglio;mi lasciano assistere alla preparazione dei miei
pasti alla cui esecuzione presto un'attenzione meticolosa, mostrando stupore
o sospetto quando le operazione non seguono il rigido protocollo; posso dormire
nelle camerette che, in casa, mi sono creato ed infine, quando proprio sono agitato
perché mi si nega un biscottino o il pichi pichi vado a stendermi con
aria di sfida dove non potrei: cioè sul letto dei miei genitori adottivi
tenendo in bocca qualsiasi oggetto che di solito viene buttato via, come un tappo,
un involucro di caramella o una bottiglia di plastica. |