Sto bene
col mio papà! Mi porta a spasso quattro volte al giorno:
la prima avviene verso le otto e mezzo del mattino, la seconda
all 'ora di pranzo, la terza verso sera, prima di cena,
ed infine la quarta, prima di mezzanotte.
Questa è la norma.
Ci
sono poi altre occasioni di uscita: accompagnare mamma e papà
al supermercato anche in automobile dove mi sistemano nell' apposita
mia cameretta ricavata dietro lo schienale posteriore della
sw.
Come ci sto bene! Rido,
dopo esserci saltato dentro! L' unico problema
è che vedo solo scorrere il paesaggio sotto i miei occhi
e alla percezione di ogni albero devo lottare contro l'istinto
di fare la mia solita annusatina e lasciare
il ricordo del mio passaggio.
Qusta circostanza fa nascere in me un senso
di stress al quale fa seguito un irrefrenabile bisogno di emettere
guaiti che stimolano mamma e papà ad urlare per
farmi smettere.
Nemmeno
la musica del CD audio è in grado di calmarmi e, da un po'
di tempo, papà mostra di preferire le strade senza alberi.
Non
mi hanno mai fatto passare in una foresta!
Da qualche tempo papà mi parla e dice tante cose che non
capisco. Siccome mi piace la sua voce e lo vedo convinto di quel
che mi racconta, col mio sguardo amorevole, gli ho chiesto
di scrivere il diario del suo dire nel quale tenta di rappresentare
ciò che posso comprendere e che, invece, i suoi simili hanno
qualche difficoltà ad assimilare.
Tutto è partito dalla lettura di un giornale, esattamente il 22
marzo 2003!
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