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Edoardo Salvestrini

 

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Compio 10 anni!
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Oggi, domenica 4 giugno 2006 compio 10 anni!

Oliver con Striscia
Non sono più un cucciolone: mi sento come un cane saggio, ma ancora assai vispo per esser simpatico quel tanto che basta per ottenere tutto ciò che voglio: poco ma di qualità.

Mi dicono che in corrispondenza degli esseri umani ho più o meno 50 anni!

Non capisco cosa vuol dire: è troppo complicato por mente a queste quisquilie. Papà dice di essere lui più vecchio di me: ma, mi ha pure detto che tra quattro anni sarò più vecchio di lui.

Beato chi si contenta di così poco: non so quel che sarò tra quattro anni; sta di fatto che io continuerò ad esser simpatico, mentre il mio illustre signor padrone diviene vieppiù insistente e qualche volta anche un po' rompiscatole.

Qualche spiegazione la chiederò a mio nipote Pietro Leopoldo (studia e l'anno prossimo, in ottobre, frequenterà la prima elementare) di spiegarmi cosa vuol dire questo discorso.

L'unica cosa che temo è il fatto che gli piace molto tirarmi la coda; ma ora è quasi adulto e la cosa lo diverte sempre meno; l'ultima volta che è venuto a farmi visita è riuscito persino a darmi la pappa senza farla cadere per terra. In compenso, con la mia solita destrezza, sono riuscito a mangiargli la merendina.

 

Vengo al tema di questa mia giornata.

Dal risveglio sino alle ore 17

Stamattina mi sono svegliato alla solita ora, ovvero quando papà è sceso dal letto ed è andato in bagno a farsi la barba. Poi, per il resto della giornata, ho continuato a fare tutto ciò che solitamente fanno mamma e papà.

Voi direte: ma che festeggiamento è questo!

Avete ragione, ma per me tutti i giorni è festa e non sento ragione di cambiare le mie abitudini.

Tutti i giorni, dopo che papà si è fatto la barba, inizia un festeggiamento che si articola come segue:

  1. Rapido esame di papà sul mio stato umorale e, da parte mia, assumo l'atteggiamento consono allo stato del mio appetito.
  2. Poi si reca in cucina e mette l'acqua nella moka; nel frattempo inizio ad esprimere con un borbottio lo stato dello stomaco;
  3. Papà attende e continua l'opera di predisposizione dell'apparato; io ho due opzioni:
    1. aumentare il borbottio modulandolo sino all'abbaio;
    2. sedermi sulle zampe posteriori e continuare ad assistere alla scena;
      Nel caso uno, interrompo la modulazione perchè la mamma, dal letto dice "Dagli un pichipichi (tozzo di pane secco) se no sveglia tutto il condominio (prima che l'ultimo dei miei fratelli andasse ad abitare altrove, diceva casa)!" e papà si precipita ad aprire lo sportello del pane per cercarmi un tozzo di pane secco!
  4. La ricerca finisce all'istante del gradimento, preceduto dalla procedura di valutazione. Al riguardo devo premettere che tale procedura è stata perfezionata in lunghi anni sin da quando ero cucciolotto operando aggiornamenti continui sul campo. Il tutto sta nell'avere l'esatta nozione dello stato delle scorte di magazzino situate in uno stipo. Queste sono costituite esclusivamente da pane del giorno prima, molto gradito - ma poco fruibile per gli effetti collaterali che si manifestano con disturbi al mio delicato apparato digerente che rendono poco invitante starmi vicino - nonchè, pane raffermo e secco. In base alle mie informazioni so esattamente cosa mi farò dare e per comunicarlo uso il naso col quale valuto la dimensione che deve essere in giusta misura, la qualità e la durezza. Se mi va, bene! Se no, rifiuto e mi faccio dare un altro pezzo (pichipichi) e così di seguito sino al pezzo giusto. Capita che i pichipichi siano esauriti: capita, ma non c'è problema! Ci sono due tipi di biscotto: gli uni più dolci; gli altri, un po' meno. Preferisco i primi, ma se non ci sono ... e io so ... non c'è problema!
  5. Mentre mangio il primo pichipichi sul teppeto della sala da pranzo, papà continua con le sue carabattole della colazione sino a quando la moka segnala la fine della fuoriuscita del caffè. In quell'istante compare la mamma e prima che la cerimonia del pichipichi si ripeta chiede a papà: "Gliel'hai data la pappa?" Papà, che nel frattempo ha finito di apparecchiare sul tavolo di cucina va a prendere la pappiera per riempirla, mentre la mamma provvede ad alimentarmi per completare la mia colazione mattutina. Questa è la parte più delicata della procedura perchè le astuzie da praticare diventano molto complesse. La scelta del boccone giusto si alterna con un'intensità di movimenti e mosse che esplico come segue, senza emettere suoni
      • diniego col muso mosso da sinistra a destra e da destra a sinistra;
      • battimento veloce alternato su e giù delle zampe anteriori evidenziando dispetto e impazienza;
      • abboccamento con eventuale rigetto nel caso che il boccone non sia del tutto soddisfacente.

Terminata la prima colazione del mattino mi sdraio sotto il tavolo di cucina attendendo che anche papà e mamma si sazino con quell'orrendo intruglio che chiamano caffelatte.

Poi assisto alla cerimonia di vestizione di Papà che non descrivo perchè è noiosa e poi esco a fare la prima passeggiata del giorno.

Apro una parentesi. Chi mi legge si chiederà come faccio a raccontarmi per iscritto - spero in buon italiano - se tutti sanno che sono analfabeta e il mio linguaggio si coniuga solo con due verbi: abbaiare e guaire.

Spiego il mistero. Papà è il mio interprete e scriba e devo francamente dire che me la faccio addosso quando lo vedo soddisfatto in tutte le mie manifestazioni perchè ho motivo di constatare che so comunicare bene.

L'unica cosa di cui mi lamento è il fatto che aveva iniziato a trascrivere il mio diario 4 anni fa e la prima pagina, dopo quelle mie manifestazioni di solidarietà con i beagle, ha deciso di redigerla solo oggi. C'è sotto un suo particolare interesse che scoprirò solo dopo aver terminato di dire del programma di festeggiamenti del mio genetliaco, che, come detto sopra, non si discosta da quello di tutti i giorni:

  • ore 9.00 - Passeggiata più lunga del solito e poi tengo compagnia a Papà sotto la scrivania dello studio dove oggi si è finalmente deciso a scrivere qualcosa nel mio diario, tenendo sotto controllo la mamma che nel frattempo armeggia in casa. Se sento il cigolio del frigorifero, l'attenzione mia si risveglia a tal punto che, al sentire un rumore come quello del cartoccio del formaggio mi precipito per le scale per riscuotere qualche gabella;
  • ore 11.30 - Mamma, dopo essersi messa in ghingheri chiamerà Papà dal suo studio e mi dirà che vanno alla GS.
    Non so dove realmente vanno, ma la GS è il supermercato (che da tre anni ha cambiato gestione) presso il quale mi legano ad un paletto quando hanno voglia di portarmi con loro. Oggi questa uscita non è prevista - come al solito - ed io mi organizzo per stare solo in attesa del loro ritorno.
    Per consolarmi mi lasciano rispettivamente una loro pantofola.
  • ore 14 - Ritorneranno con un pupazzetto in sostituzione del porcellino di pezza di mio fratello più giovane, che qualche tempo fa gli ho sottratto: era 10 anni con non glielo vedevo più in mano; mostrerò gradimento, ma solo dopo averli rimproverati per aver così tanto ritardato. Seguirà la seconda passeggiata della giornata, il pranzo, la siesta e il caffè.
  • Dalle ore 16 - Non c'è programma. Ci sarà il surprise party?

Dalle Ore 17.00 sino alla nanna

Striscia

Come previsto tutto si è svolto secondo programma. Quando Mamma e Papà sono tornati è anche arrivato Gabriele per farmi gli auguri. Poi mi hanno portato due pupazzetti che qui rappresento. Ho fatto mostra di gradirli ma li ho quasi subito mutilati perchè avevano uno strano sapore di mercimonio, mentre il porcellino di Gabriele - qualche mese fa - strappato dalle grinfie di Pietro Leopoldo lo rispetto perchè è frutto di una mia conquista.

Rella
Povera Striscia!

Ed ecco il particolare che sta sotto alla riapertura del mio diario. Papà, da qualche tempo ha resuscitato il suo amico mentale Donchì che non conosco ma che ritengo essere la quintessenza della follia. Papà dice che follia è cosa diversa di pazzia. Io non vedo differenza e ritengo comunque che Donchì sia un essere poco raccomandabile, a tal punto, che mi rifiuto di avere un amico cane mentale che gli faccia compagnia. Sulle tracce del feroce Saladino, alla Corte di re Artù? No, categoricamente no!!

Dovete sapere che da qualche tempo Papà ne ha perso le tracce e nell'attesa vuole usarmi per le sue elucubrazioni mentali.

Faccia pure, purché non mi manchi niente.

Così mi sono reso conto che voleva sapere quali sono gli istinti che mi muovono ad agire. No, non voleva sapere di quelli del gatto, della mosca o dell'elefante, ma quelli del cane sperando che io ne sia un degno rappresentante.

A Pasqua, per farsi un regalo, ha estorto 250 € dal portafoglio delle spese di casa per comperare quattro tomi di oltre 3000 pagine concernenti il Trattato di sociologia Generale di Vilfredo Pareto. Vi si parla degli uomini e delle loro azioni, dei sentimenti e delle teorie più o meno fasulle quali quella che per allontanare un temporale bisogna squartare un gallo bianco e metterne ciascuna parte ai lati del campo. Papà non ha campi, nè avrà mai un gallo bianco e quando piove apre l'ombrello; ergo, se nelle 3000 pagine ci sono fesserie del genere, poteva guardarsi un sunto su Google e forse ne veniva a capo lo stesso senza spendere tutti quei soldi.

Comunque sia ho un ruolo: come si comporta la mia specie quando agisce e tra quali categorie si classificano le relative azioni?

Per dirlo, Papà sospende il lavoro di scrivano, interrompendo la stesura di questa pagina, per riprenderla al termine del percorso di Via Vilfredo Pareto per poi tornare qui per un commento finale.

Io mi accuccio presto: buona serata!

A domani.

 


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