Lunedì 5 giugno 2006
Papà ha ripreso il suo lavoro di scrivano. Improvvisamente, dopo anni, lo fa a ritmo giornaliero. Come al solito esagera e se non fosse per quel tal suo interesse che si è risvegliato, guarda caso, il giorno del mio compleanno, chissà quando rimetterebbe mano al mio diario!
Ieri è andato in Via Vilfredo Pareto e da là torna per via de' Le azioni degli uomini che è un prolungamento di Via Pareto dopo"Piazza ....". No quella non c'è!
Insomma: è tornato qui perchè volendo parlare delle mie azioni mi ha fatto capire che quella sezione non è adatta per parlare di quelle dei cani, dei Labrador e di me, in particolare.
Su questo punto è stato chiaro e ha premesso che, occupandosi di sociologia, il caso mio personale non lo interessa: tutt'al più quello dei Labrador. Ma trattandosi di un esperimento e non avendo altri Labrador a disposizione, per forza maggiore, ha deciso di usarmi come esemplare di riferimento.
Spero di essere all'altezza del compito, il che è complicato perchè io, Oliviero, vivo esclusivamente di rendita costituita da un vitalizio il cui costo, capitalizzato ad oggi ammonta a € 24.345,06! Ha proprio voluto fare questo conto idiota e vi assicuro che mi sono molto preoccupato quando l'ho visto prendere dallo scaffale il Prontuario per calcoli finanziari ed attuariali.
Dovete sapere che io dipendo totalmente dalla vita sua e, come ci vedono gli altri quando camminammo nei paraggi di casa, lo stato di dipendenza è totale. Peraltro anche la dipendenza è reciproca. Se non mi facesse passeggiare almeno tre volte ogni giorno, con qualsiasi tempo, credete proprio che Papà uscirebbe di casa per respirare un po' d'aria pura?
La mia missione è essenzialmente terapeutica e rappresento il suo calmante, direi meglio, moderatore. Incrocio il mio sguardo col suo con i miei occhioni che suscitano benevolenza e il miracolo è fatto!
Lascio questo tema perchè non vorrei che Papà si facesse prender mano dalla commozione e da un vago senso di rimorso per quel preoccupante calcolo finanziario che ha fatto.
Insomma il caso di Papà e mio è una sindrome di parassitismo bilaterale ovvero di simbiosi gemellare attraverso un cordone denominato guinzaglio.
Perchè Papà ha voluto invadere il mio diario con quel suo problema.
Lo sapevo! Vilfredo Pareto classifica i miei atti tra quelli della classe II, genere III:
il soggetto compie gli atti giusti per ottenere uno scopo inconsciamente. Sono le azioni che rispondono ai riflessi condizionati e quelle degli animali per istinto di sopravvivenza
Dunque, essendo classificato tra i non uomini, deduco che tutti gli atti che compio sono inconsci, ovvero se vedo un gatto inconsciamente lo inseguo e il gatto si arrampica su un albero solo per spirito di sopravvivenza. Anch'io sto sotto l'albero nell'attesa che scenda per spirito di sopravvivenza il perchè non lo so, ma sta di fatto che lui sta sopra finchè non lascio il campo.
Così mi vede Papà nella sua misura umana. Nella misura canina la questione e completamente diversa.
Lascio in pace i gatti e parliamo di uomini, invece!
Gli uomini pensano che i cani siano privi di coscienza, il che è vero solo perchè noi cani non facciamo distinzione tra bene e male.
Sapete quanto è bello non avere pesi sulla coscienza e di trasferire ogni responsabilità esistenziale sugli uomini!
Sono gli uomini che si creano le colpe per noi: ma le colpe sono sempre loro perchè ci fanno nascere per forgiarci a loro piacimento e farci fare ciò che vogliono.
Per contro, beneficiamo di tutto ciò che è a disposizione degli uomini e per noi organizzano appositi presidi di istruzione, sanitari e assistenziali. Nel campo dell'alimentazione abbiamo i nostri specifici alimenti pur non disdegnando i loro che dicono ci fanno male alla salute ... e pure alla loro, golosacci!
Ma noi siamo cani finchè siamo la loro protesi; ridiventiamo lupi in caso di abbandono e, nel qual caso, ci raggruppiamo in branchi.
Allora non basta dire che gli atti del cane sono del terzo genere: sono anche di quarto genere perchè manifestiamo una socialità complessa che si riscontra nelle società dove lo schiavismo è ancora praticato.
La nostra natura è essere oggetti in comunità di uomini nelle quali ognuno di noi trova il capo branco; se non lo troviamo o non è capace ne facciamo le veci e ne assumiamo le funzioni. Insomma, in Papà voglio trovare il capo, così mi sento sicuro e nella mamma anche: ciascuno per le proprie competenze.
Concludo: d'accordo che prevalentemente i miei atti siano di genere III come detto sopra: ma anche di genere II che sono atti non logicamente connessi al risultato ma lo sono nella coscienza di chi agisce nella convinzione che siano i più adeguati per raggiungere lo scopo.
La manfrina del pichipichi di ogni mattina; i sospironi che espando accucciato sul divano del salotto, dopo cena, per far capire di abbassare il volume del televisore; le corsette di va e vieni dallo studio a dove sta mamma per far capire a Papà che è ora di uscire ... tutti riti espressi giornalmente per ottenere ciò che mi è utlile in relazione ai miei bisogni di cane. E vi assicuro che sono efficaci: come sono efficaci i miei abbai che sono rari, potenti e conclusivi quando sento di manifestare un sentimento di protesta. I colleghi che abbaiano alla luna compiono atti di genere IV perchè trattasi della manifestazione di chi si adopera per conseguire uno scopo predisponendo atti idonei a conseguirlo salvo che il risultato effettivo è diverso a quello sperato.
Personalmente sono un cane fortunato e fortunato anche il mio padrone. Spesso vedo qualche collega che dorme accanto ad un padrone che chiede l'elemosina. Vedo questo cane felice e sento anche che dà sicurezza al suo padrone.
Comunque il sistema sociale al quale appartengo è integrato in quello degli uomini ed in questo sistema intendo rimanere.
Gli uomini, con tutto il fardello di complicazioni che si creano, non sanno integrarsi quanto noi con loro. |